emozionandosi
mercoledì, febbraio 01, 2006
 
Stanotte mi sono svegliata di soprassalto, sommersa da un improvviso odore di soffritto, per l'esattezza.... cipolla.
Ho pensato lì per lì che evidentemente stavo sognando, ma mentre il mio cervello si affollava dei piu' disparati pensieri riguardo al misfatto....... continuavo a sentire quell'odore prepotente penetrarmi nelle narici.
Inspiravo intensamente, allargavo le narici e pensavo che non poteva essere.... non poteva esserci quell'odore lì, in piena notte, nella mia stanza da letto.
Eppure invece quell'odore per un lungo attimo sembrava essersi fermato proprio lì in quel piccolo angolo d'aria che si trovava tra il mio naso e il piumone del letto.
"dev'essere molto tardi..... notte fonda", pensavo.
Se non avessi dormito da sola, con tutta probabilità avrei chiuso la questione con il mio cervello nel giro di pochi secondi, semplicemente giustificando lo strano odore con una qualche flatulenza del mio compagno.
Ma così, invece, è stato tutto piu' difficile.
Mi chiedevo "ma chi puo' mettersi a cucinare il ragù in piena notte?" e poi ancora "ma non è che ho lasciato qualcosa sul fuoco ieri sera?".
Ero un po' turbata, così ad un certo punto ho deciso di alzarmi e fare un giro per casa.
Tutto taceva..... in casa, nel palazzo, per strada..... non c'era anima viva in giro e non si sentiva una mosca volare.
Ma a quel punto l'odore era ormai svanito.
Che strano.
Eppure io l'avevo sentito molto bene, anche da sveglia.
Le campane della chiesa intanto battevano i loro rintocchi: DON, DON, DON, DON !
Caspita, le 4 di mattina.
Nel frattempo pero', notando che tutto sembrava perfettamente a posto e che l'odore era svanito cominciavo a tranquillizzarmi un po', ma solo un po'.
Ma perchè mi ero svegliata così di soprassalto per quell'odore?
Non dubito del grande potere della mia mente nel saper riprodurre sensazioni, colori e..... perfino odori !
Non ne dubito affatto.
Come non dubito nella capacità di qualche co-inquilino di mettersi a cucinare il ragù a notte fonda; eppure la signora di fianco di solito ha una preferenza per l'aglio....
Ma oggi, oggi che la luce del giorno è ormai alta ogni tanto ancora ci ripenso e penso che quell'odore lì io lo conoscevo molto bene.
Mia madre......... forse era lei la regina dei soffritti...
sabato, gennaio 08, 2005
 
L'Amore è prima di tutto rispetto. Rispetto per i tempi dell'altro, per i bisogni dell'altro, per gli impegni dell'altro e per i silenzi dell'altro. L'Amore poi è anche comprensione. Innanzitutto per le paranoie e per i dubbi dell'altro.
E non è sempre facile andare oltre.
In fondo l'Amore per un altro uomo o per un altra donna, non è poi così diverso dall'Amore per un figlio.
Solo che siamo grandi.
Ma questo non vuol dire non aver bisogno di rassicurazione e di protezione.
Ma questo non vuol dire non aver bisogno di essere creduti.
E io con il tempo ho imparato che anche tu ne hai bisogno.
Amare un figlio è misurarsi continuamente con i bisogni altrui e i propri e mettersi in discussione. Ogni giorno, ogni istante.
E anche in questo l'Amore per un figlio non è poi così diverso dall'Amore per un uomo o per una donna.


lunedì, ottobre 18, 2004
 
Sono una madre come tante, una donna come tante, un impiegata come tante. Non credo nella famiglia, ma credo nell'Amore. L'Amore per se stessi, per un uomo, per una donna, per un figlio, per delle persone incontrate per caso, per la Vita. Ci pensavo qualche giorno fa, osservando i miei "amici" che sembrano "credere" soltanto nel non voler restare soli/e. Ci pensavo ieri, quando dopo tanto tempo, mi sono ritrovata in chiesa ad osservare/ascoltare un prete che raccontava del suo Amore per Dio, per la Vita. Sembrava uno come tanti, avrà avuto all'incirca la mia età, forse meno.
Si distingueva soltanto per l'abito e per le sue parole.
Ci pensavo stasera osservando/ascoltando persone che amano la Musica, che la portano in giro, che la usano per esprimere l'Amore e tutto cio' che hanno dentro.
Certo non è poco credere nell'Amore, quello con la A maiuscola. Non è poco amare la vita. Non è poco guardare un fiore o un bambino e pensare a quanto è grande la natura, quanto è grande la Vita.
Pero' a volte sembra non bastarmi.
Come se mi mancasse qualcosa di piu' Grande in cui credere.
Mi manca davvero qualcosa in cui credere? No, forse mi manca soltanto qualcosa con cui poterlo esprimere.



venerdì, settembre 17, 2004
 
Giusto qualche giorno fa pensavo che nella mia nuova vita e nella mia ritrovata serenità, c'era ancora un piccolo neo. Una piccola bugia, o meglio un "particolare" che avevo omesso per evitare ulteriori intoppi.
Stasera una telefonata. Il neo finalmente chiarito.
Loro hanno capito.
E io ho capito che le persone limpide, quelle che si fidano di me senza fare tante domande, le persone pulite e semplici...... meritano soltanto la verità. Dovevo fidarmi di piu' del mio intuito. Ma ho avuto un pizzico di paura e.......
In ogni caso ora ho rimesso a posto un altro tassello e..... mi sento meglio. E posso andare avanti, per la mia strada.

martedì, giugno 22, 2004
 
Se una mattina io
mi accorgessi che con l'alba sei partito
con le tue valigie verso un'altra vita
riempirei di meraviglia la città

Ma forse dopo un po'
prenderei ad organizzarmi l'esistenza
mi convincerei che posso fare senza
chiamerei gli amici con curiosità
e me ne andrei da qua

Cambierei tutte le opinioni
e brucerei le foto
con nuove convinzioni
mi condizionerei
forse ringiovanirei
e comunque ne uscirei
non so quando (quando)
non so come

Ma se domani io
mi accorgessi che ci stiamo sopportando
e capissi che non stiamo più parlando
ti guardassi e non ti conoscessi più
io dipingerei di colori i muri
e stelle sul soffitto
ti direi le cose che non ho mai detto
che pericolo la quotidianità
e la tranquillità

Dove sei, come vivi dentro?
C'e' sempre sentimento
nel tuo parlare piano
e nella tua mano
c'e' la voglia di tenere
quella mano nella mia

Tu dormi e non pensare
ai dubbi dell'amore
ogni stupido timore e' la prova che ti do
e rimango e ti cerco
non ti lascio più
non ti lascio più

(Fiorella Mannoia "I dubbi dell'amore")
sabato, giugno 19, 2004
 
Una sola speranza, per i nostri figli.
Ma anche un augurio e una quasi certezza.
Che un giorno possano diventare padri migliori, di quelli che hanno avuto.

 
Stasera ho portato il mio cucciolo sulle giostre. Era tutto agitato all'idea di andare sull'autoscontro. Agitato e felice.
Non vedeva l'ora. Io un po' meno, ma come sempre l'ho fatto con piacere. Come sempre l'ho fatto per lui, per vederlo felice.
E invece siamo tornati a casa arrabbiati, tutti e due.
Non mi piace piu' andare sulle giostre.
Non mi diverto per niente a farmi venire i lividi sulle gambe per le botte prese negli scontri tra macchinine e tra sconosciuti.
Eppure stasera mi sono ricordata che quand'ero adolescente anch'io avevo la stessa voglia e lo stesso desiderio quando arrivava l'ora della festa del paese e delle giostre. Mi piaceva andare con le amiche per scontrarci con gli altri sulle altre macchinine.
Ci divertivamo un mondo.
Era un modo di comunicare.
Ed era un modo anche per guardare e per farsi guardare.
Adesso non mi va piu' di farmi guardare. Lo spiegavo ad un amica, la quale dice che quando lei va sola in un locale nessuno la guarda, nessuno tenta l'approccio. Mi diceva "se fossi come te....". E io a spiegarle che è altrettanto triste entrare in un posto pubblico e non voler esser notata e fare di tutto per non farsi notare e per non parlare con nessuno. Qualche volta ancora mi capita.
Ma tornando a stasera....e a questi giorni....
mi sono resa conto un altra volta di quanto mio figlio stia crescendo, di quanto bisogno abbia di un padre accanto. Di suo padre.
Ho pensato che con lui sull'autoscontro si sarebbero divertiti. Li vedevo bene insieme là con il piede sull'acceleratore a fare i matti.
C'è un vuoto che non posso colmare.
Che non sono in grado di colmare.
Perchè io sono sua madre. Ma non posso essere suo padre.
Sono stanca di pagare le bollette da sola, ma sono stanca soprattutto di far finta che vada bene tutto così.
Vorrei che un padre ce lo avesse davvero.
Non una vita a tre. Quella è finita ormai da tempo e non è piu' possibile.
Solo un padre. Che ci sia.
Che lo ascolti, che gli parli, che gli legga un libro, che guardi una partita con lui, che gli insegni a tirare un calcio ad un pallone, che lo porti al mare, che gli faccia vedere l'altro lato delle donne, che vada ad applaudirlo per le sue vittorie, che lo accompagni nei suoi errori.
Che lo faccia sentire amato.
Qualche volta sembra quasi che a lui basti solo io.
Ma questa è l'unica alternativa che conosce.
L'unica alternativa che di fatto ha sempre vissuto.
Tutti i figli hanno bisogno di un padre e di una madre.
Ma non tutti possono averli.
E se non ce li hanno, non ci si puo' fare niente.
Se non lasciarli cercare per tutta la vita nella rincorsa di surrogati.
E io che sono realista e che so tante cose e che ho visto tante storie di tutti i tipi.....
alla fine non è che mi sento molto meglio.
Prima di andare a dormire gli ho detto che forse potrebbe chiedere un giorno a suo padre di accompagnarlo alle giostre perchè penso si divertirebbero insieme.
Chissà se un giorno lo faranno.
Lo spero per loro.
Per lui soprattutto.
Suo padre forse non si accorgerà mai di cosa ha perso.
O forse quando se ne accorgerà sarà tardi.
Per lui invece..... non c'è scampo.
Con questa mancanza e questo vuoto è costretto a farci i conti giorno per giorno e ancora di piu' ogni volta che vede suo padre e che lo sente assente.

venerdì, maggio 07, 2004
 
L'ultima corsa.
Prendo la macchina e corro. Accendo la radio. E' l'ultima corsa.
Sperando di non incontrare nessun autovelox sulla mia strada.
Sperando di lasciare indietro tanti pensieri, tante preoccupazioni, tante seghe mentali........... sorpassate.
Domani prendo le ultime cose e le metto via.
Domani....
domani ricomincero' a sorridere.
8 maggio 2004
una data da ricordare, un evento.
Una vecchia soffitta da dimenticare.
I miei ricordi di bambina, il mio buio, la mia solitudine.
8 maggio e tante finestre luminose e aperte sul mondo.
8 maggio e io che vado via e io che ricomincio da capo.
E' una nuova vita.
8 maggio e porte da aprire e porte da chiudere.
8 maggio e tante cose da sistemare, ognuna al posto suo.
Ognuna in una stanza apposta.
8 maggio e ricominciare.

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